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Cosa fare e vedere a Marsiglia

 

Vi presento Fabio di Roma!!!

Buongiorno, mi chiamo Fabio Perfetto, grandino (58 anni suonati, quasi tutti vissuti a Roma), cultura media (università non terminata), ma ancora viaggiatore, sportivo (partecipo alle gare masters di nuoto con discreti risultati), sposato, due figlie, mi piace fare le foto soprattutto dei viaggi, amo scherzare anche su me stesso…

Per divertimento mi piace scribacchiare (commenti sportivi su nuoto e tuffi, qualche reportage su cisonostato.it )

Buona lettura.

           “Si è deciso di visitare Marsiglia casualmente. Avevamo voglia di andare da qualche parte che non conoscevamo e che fosse economicamente raggiungibile per la fine di agosto. Ed è stato così che siamo stati attratti dalla metropoli della Provenza, grazie a delle ottime offerte dei voli.

Ho dato una rapida lettura alle guide che avevo in casa, ricevendone indicazioni piuttosto contraddittorie. In particolare una delle due non le assegnava neanche una stella; l’altra era più generosa, ma metteva un poco in guardia su una certa pericolosità che non sembrava però troppo preoccupante.

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IL VOLO…

Il volo da Roma Ciampino dura poco più di un’ora. Si atterra ad una sorta di dépendance dell’aeroporto di Marseille-Provence. Venendo dall’Italia, consiglio di scegliere, se possibile, un posto vicino al finestrino della fila di destra per apprezzare lo spettacolare panorama che si gode all’arrivo sulla città. Non vi sfuggiranno di certo le Calanques e l’insenatura rettangolare del Vieux Port. Inoltre, sulla destra potrete vedere la collina su cui sorge la chiesa di Notre Dame de la Garde.

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COME ARRIVARE DALL’AEROPORTO AL CENTRO…

Una volta scesi dall’aereo, si deve fare una bella camminata per raggiungere la fermata dell’autobus che porta al centro della città. Consigliamo di fare il biglietto di andata e ritorno, presso l’ufficio situato vicino alla fermata.

In circa 25 minuti di autostrada si giunge alla Gare Saint Charles, vicina al centro che ruota intorno al bacino del Vieux Port.

Il treno è utile se, invece, si vogliono raggiungere con il TGV altre località come Aix-en-Provence.

Scendiamo nella stazione della metropolitana, dove acquistiamo, da un distributore automatico, un biglietto tri-giornaliero per l’utilizzo dei trasporti pubblici.

Prendiamo la linea 2 della metropolitana sino a Rond Point du Prado, dove saliamo sul bus 44 sino alla stazione Bonnefon.

Vari percorsi dall’aeroporto: 

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Linee di metro e tram:

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L’ALLOGGIO…

La sistemazione che abbiamo scelto è piuttosto periferica: l’economico ostello della gioventù di Bonneveine. Abbiamo prenotato una doppia senza bagno a 50€/notte (prima buona colazione compresa). Prenotando con buon anticipo, consigliamo comunque di alloggiare non lontano dal centro o comunque vicino ad una stazione della metro. L’altro ostello, il Bois Luzy, ospitato in una bella “bastide” dell’ottocento, è altrettanto periferico, semplice ed economico.

COSA VISITARE A MARSIGLIA…

Essendo arrivati nel tardo pomeriggio, ci dirigiamo velocemente al centro, scendendo alla stazione della sotterranea Vieux Port, nei pressi della quale si trovano sia l’ufficio turistico, sia la fermata del 60, un minibus che si inerpica sino ai centosettanta metri, dove sorge l’imponente mole della chiesa di Notre Dame de la Garde, bella più che altro per l’immenso panorama che si gode sulla città, sul centro e sul nuovo porto, sull’entroterra e soprattutto sull’isoletta di If.

L’interno della chiesa risulta quasi divertente per la presenza di alcuni dipinti ex-voto realizzati con una tecnica molto infantile. Trattandosi comunque di un luogo di culto, lo visitiamo con grande rispetto, rimanendo sulla collina sino alla partenza dell’ultimo autobus, che parte alle 19.

Chiesa di Notre Dame de la Garde

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Scendiamo quindi al livello del mare passeggiando in un delizioso quartiere con alcune belle piazzette, il Cours H. d’Estienne-Orves, Place Thiars e l’Opera. Ancora un po’ più in là, all’inizio della Rue Canabière si trova l’ufficio turistico e, ancor più dietro, superati i grandi magazzini Lafayette, si possono vedere dall’alto i resti del vecchio porto di Marsiglia. Tornando verso il mare merita una visita, la piccola chiesetta bianca di Saint Ferreol.

IL SECONDO GIORNO…

La mattina seguente si ricomincia dal Vieux Port, come detto un’insenatura lunga, stretta e pressoché rettangolare, il cui interno è occupato da un gran numero di natanti ormeggiati. Prima attrazione: le bancarelle del mercato del pesce, più una tradizione che per la reale convenienza.

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Mercato del pesce

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Dato che alla confluenza con il mare si trovano diversi monumenti interessanti, prendiamo un autobus per poche fermate e raggiungiamo la “foce” sulla riva sinistra, arrivando sino al Palais du Pharo che non si visita, visto che ospita degli uffici, ma si trova in un bel giardino con spettacolosa vista sulla riva destra, soprattutto sulla Consigne Sanitarie, il Fort Saint-Jean ed il MuCEM, acronimo del Museo delle Civiltà dell’Europa e del Mediterraneo, interessantissimo anche da un punto di vista architettonico, sui cui contenuti vi invitiamo a visitare il relativo sito internet. Un paio di centinaia di metri verso l’interno ed eccoci al Fort Saint-Nicolas, fortezza pentagonale nata non per difendere la città dal mare, ma dalla terra, per reprimere le sommosse.

Palais du Pharo

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Consigne Sanitaire

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Fort Saint-Jean

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Fort Saint Nicholas

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Saliamo su un autobus che costeggia l’insenatura sino all’estremità opposta, dove ci soffermiamo ad ammirare le architetture ardite sia del già citato MuCEM, ospitato in un edificio a forma di parallelepipedo totalmente avvolto da una rete nera piatta metallica irregolare nelle trame, sia di un altro a forma di L, immaginate il lato breve in contatto con il terreno e quasi tutto il lato lungo sospeso nel vuoto senza appoggio.

Non lontane sono le cattedrali che raggiungiamo a piedi, la Nouvelle Major, giustamente definita dalla guida una torta bizantineggiante, un brutto monumento che oscura la minuta presenza della Vieille Major, autenticamente romanica, purtroppo non visitabile.

Nouvelle Major

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Vista la vicinanza, ci dirigiamo al quartiere Le Panier, una ex zona malfamata della città, ora trasformata in rione turistico, piccole vie, negozietti e ristorantini. Vi era la stradina con il Couvent du Refuge, il convento prigione per le donne di malaffare, cioè le prostitute, poca sorpresa per una città portuale. Uscivano dalla Rue des Repenties, vale a dire delle pentite. Non lontano, sempre nel quartiere, visitiamo l’edificio della Vieille Charité, un ospizio ex casa di rifugio dei vagabondi, realizzato da Pierre Puget con grande raffinatezza: un cortile con tre livelli porticati (piano terra, primo e secondo piano). A parte un museo e la cappella barocca, tutto si visita gratuitamente.

La Vieille Charité

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Concludiamo la visita de Le Panier, soffermandoci in particolare sulla Via e la Piazza dei Mulini, e sulla Place de Lenche, con un’atmosfera d’altri tempi, nei pressi della quale troviamo un ristorantino che propone un interessante menù a prezzo fisso.

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Scendiamo attraversando piccole viuzze verso il Vieux Port, arrivando all’Hotel de Ville, a pochi metri del quale si trova l’approdo del traghetto gratuito che porta sull’altra sponda. Si tratta di un’antica tradizione marsigliese.

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Siamo incuriositi da un disegnetto della guida relativo al Parc Longchamp, un grande parco pubblico, con una spettacolare facciata del palazzo che sovrasta belle fontane a cascata. Mentre diversi giovani si sdraiano al sole approfittando dell’inclinazione del terreno per abbronzarsi, altri si allenano a correre nella parte retrostante.

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Proseguiamo in tram sino alla piazza che ospita la neogotica chiesa di Saint-Vincent de Paul o Réformés, anche questa non degna di particolare nota, scendendo definitivamente nella Rue Canebière, il cui nome deriva dalla presenza nel passato di botteghe che commerciavano la canapa, materiale per i naviganti. É ufficialmente la strada per eccellenza di Marsiglia, ma a parte qualche bel negozio, è una brutta copia del Boulevard Gambetta di Nizza.

Studiamo un itinerario riposante, sedendoci in autobus e godendoci la Corniche, il lungomare a est del porto. Le spiagge sono ancora più a oriente, forse per un’altra volta.

Scendiamo presso lo scenografico Fort Saint-Jean, una sorta di castello con ponticelli, torre, la vera sentinella della città. Possiamo inoltre salire al quarto piano dell’edificio che ospita il MuCEM, dove scattiamo tante foto con i caldi colori del tardo pomeriggio. Passeggiamo sino al traghetto raggiungendo l’altra sponda del bacino del porto, addentrandoci verso lo stesso quartiere dove abbiamo cenato ieri sera, optando per un menù meno impegnativo.

IL TERZO GIORNO…

Anche la terza giornata è baciata dal sole, così preferiamo alzarci di buon ora per tornare al solito Vieux Port, stavolta per imbarcarci sul battello delle 09:30, diretto all’isola di If, di cui visitiamo il castello, nato come forte difensivo della città, trasformatosi quindi in prigione crudele, visto che molti detenuti furono uccisi per fucilazione, impiccagione, rogo e persino per fame, lasciati morire chiusi in cella. Tuttavia il prigioniero più famoso è stato frutto della fantasia di Alexandre Dumas, Edmond Dantès meglio conosciuto come il Conte di Montecristo. Favorita dal sole, la visita è piacevole.

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Riprendiamo il battello che fa scalo all’isola di Frioul. Non abbiamo molto tempo, ma non ci facciamo scappare un bel tuffo, limitando conseguentemente il tempo per il pranzo ad un bel panino.

Torniamo in città con il battello che ripercorre a velocità moderata il bacino del Vieux Port, permettendoci di scattare bellissime foto, soprattutto al Fort Saint-Jean e al MuCEM. Sbarcati, acquistiamo delle saponette profumate da portare come souvenir. Sempre in autobus, torniamo all’aeroporto per rientrare alla base.

CONSIDERAZIONI FINALI…

Marsiglia, almeno per quello che ci ha riguardato, è una città pulita, ben tenuta, con una rete di trasporti, due linee di metropolitana, due di tram e numerosi autobus, oltremodo efficiente. Non ci siamo addentrati nelle periferie, ma il centro e la zona dell’ostello ci sono sembrate sicure.”

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